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America meridionale

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L'America meridionale o America del Sud è un continente che occupa la parte meridionale dell'America. Si trova interamente nell'emisfero occidentale, e in buona parte nell'Emisfero australe, eccezion fatta per alcune regioni situate a nord dell'Equatore nell'Emisfero boreale. È bagnato ad ovest dall'oceano Pacifico, a nord e ad est dall'Oceano Atlantico. L'America settentrionale e il mar dei Caraibi si trovano a nord-ovest.
L'America del Sud fu così nominata nel 1507 dai cartografi Martin Waldseemüller e Martin Waldseemüller dopo che il navigatore fiorentino Amerigo Vespucci, primo in Europa, suggerì che il continente da poco scoperto non fossero le Indie Orientali, ma un Nuovo Mondo sconosciuto agli europei.
L'America del Sud ha una superficie di 17.840.000 di chilometri quadrati, che corrisponde a quasi il 3,5% della superficie terrestre. All'inizio del 2005 la sua popolazione è stata stimata in più di 371.090.000 di abitanti. Il Sud America pertanto è il quarto continente in termini di superficie (dopo Asia, Africa e America del Nord) e il quinto per popolazione (dopo Asia, Africa, Europa e America del Nord).

Geografia
Visione dal satellite del Sud America.
Il Sud America occupa la maggior parte della regione geografica generalmente denominato Emisfero meridionale, Nuovo Mondo, Emisfero occidentale, le Americhe o, semplicemente, l'America (a volte è considerato come un unico continente, e il Sudamerica un subcontinente). Il suo territorio si sviluppa a sud-est della frontiera tra Panamá e Colombia, secondo la maggior parte delle fonti. Altri concordano che il confine sia da porre lungo il Canale di Panamá. Quasi tutto il Sudamerica si trova sopra la placca sudamericana. Geopoliticamente l'intero stato di Panamá (compreso il segmento ad est del Canale di Panamá) è generalmente considerato come facente parte del Nordamerica, o comunque dell'America centrale.
Sebbene molte delle isole dei Carabi, tra cui le Piccole Antille, si trovino sopra la placca caraibica, le isole di Aruba, Barbados, Trinidad e Tobago fanno parte della regione settentrionale della piattaforma continentale sudamericana. Le Antille Olandesi e le isole prospicienti al Venezuela si trovano lungo le coste del Sud America. Geopoliticamente gli Stati insulari e i territori d'oltremare dei Caraibi sono generalmente considerati facenti parte del Nord America.[1][2][3] Le nazioni del Sud America che si affacciano sul Mar dei Caraibi (tra cui Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guiana Francese) sono anche denominati Sud America caraibico. Altre isole del continente sono le Galápagos, l'Isola di Pasqua (in Oceania, ma appartenente al Cile), l'Isola di Robinson Crusoe, Chiloé e la Terra del Fuoco.
In questo continente si trovano le più alte cascate del mondo, il Salto Angel in Venezuela, e il più grande fiume in termini di portata d'acqua, il Rio delle Amazzoni, e la più lunga catena montuosa, le Ande (la cui cima più elevata è l'Aconcagua con 6.962 metri sul livello del mare), il deserto più secco, il deserto di Atacama, la più vasta foresta pluviale, l'Amazzonia, la più alta capitale, La Paz in Bolivia, il più alto lago commerciale navigabile, il Lago Titicaca, e la città più meridionale del mondo, la città di Porto Toro in Cile.
Le principali risorse minerarie sono oro, argento, rame, ferro, stagno e petrolio. Il Sudamerica è la patria di molte specie animali uniche, tra cui lama, anaconda, piranha, giaguaro, vigogna e tapiro. Le foreste dell'Amazzonia comunque posseggono un elevato livello di biodiversità.
Il paese di gran lunga più grande del Sudamerica, sia in termini di superficie, che di popolazione, è il Brasile, seguito dall'Argentina. Le regioni che formano questo continente sono gli Stati andini, la Guaina, il Cono Sud e dallo scudo brasile.
Clima
L'America del Sud ospita un'ampia varietà di climi: quello caldo umido della foresta pluviale amazzonica, quello freddo secco della Patagonia, quello arido del deserto di Atacama, quello ventoso gelido della Terra del Fuoco. Ciò dipende da:
•    L'ampiezza della latitudine che occupa il continente. La maggior parte è compreso tra l'equatore nella parte settentrionale e il Tropico del Capricorno, mentre la punta meridionale penetra in una regione subartica.
•    La differenza di temperatura tra i due oceani. Generalmente la costa esposta all'Atlantico è più calda e quella sul Pacifico è più fredda per la presenza della corrente di Humboldt.
•    La presenza delle Ande, la cui temperatura varia notevolmente a seconda dell'altitudine.
Nella regione occidentale, tra le Ande e l'Oceano Pacifico, sono presenti alcune delle zone più umide e più aride del pianeta: Il Choco (Colombia, Ecuador, Perù, Panamá) e il Deserto di Atacama (Cile, Perù, Bolivia, Argentina) rispettivamente.
Storia
Le teorie più concordi rilevano che il popolamento del Sudamerica sia iniziato con l'arrivo dell'uomo attraverso lo Stretto di Bering, quando si andò creando un ponte di ghiaccio tale da collegare le estreme propaggini di Asia e Siberia con il Nordamerica. Alcuni reperti archeologici sembrano però non confermare appieno questa ipotesi, e portano a supporre teorie alternative di un popolamento addirittura antecedente. Un elemento che si è posto all'attenzione di alcuni studiosi è la grande presenza di siti archeologici nel Sudamerica e il basso numero di questi nel nord del continente. È improbabile che i più antichi siti nel nord siano ancora da scoprire, e questo è sorprendente perché se le Americhe fossero state popolate originariamente in maniera esclusiva dalla Siberia, i siti più antichi si troverebbero indiscutibilmente nel Nordamerica.
Inoltre, alcuni studi hanno riscontrato delle differenze genetiche tra i paleoindi sudamericani e nordamericani: i primi con tratti e lineamenti più australoidi, i secondi con tratti più mongoloidi. Questi elementi hanno comportato l'adesione di alcuni ricercatori all'ipotesi di un popolamento autonomo dell'America del Sud, non più quindi dal nord, ma bensì con ipotesi di arrivi dall'Australia.
Periodo precolombiano
La prima prova dell'esistenza di pratiche agricole nel Sud America risalgono a circa il 6500 a.C., quando patate, fagioli e peperoncini iniziarono ad essere coltivati come prodotti alimentari nelle regioni prossime al bacino amazzonico. Altri elementi (tra cui ceramiche) hanno dimostrato che la manioca, prodotto alimentare diffuso anche oggi, veniva già coltivato nel 2000 a.C.

Nel corso della grandi epoche migratorie, e soprattutto dopo la scoperta dell'agricoltura, gli antichi colonizzatori americani si insediarono nelle regioni e nelle aree ritenute più favorevole al loro sviluppo e al loro stile di vita. In una situazione di isolamento durati millenni rispetto alle società del Vecchio Mondo, i popoli americani formarono culture originali e autonome, tanto da presentare due rivoluzioni neolitiche separate, una nella Mesoamerica e l'altra nelle Ande nel Sudamerica che hanno dato origine a centinaia di civiltà distinte.
I primi insediamenti e la prima cultura nota in Sud America (e nelle Americhe in generale) furono i Valdivia lungo la costa sud-est dell'Ecuador.
La prima civiltà si sviluppò a Norte Chico, lungo la costa peruviana. Quella Muisca fu la principale civiltà indigene in quella che è oggi la Colombia.
Importanti culture pre-colombiane furono: i Moche (100 a.C. – 700 d.C., presso la costa settentrionale del Perù); Tiahuanaco (100 a.C. – 1200 d.C., in Bolivia); Cañaris (nelle regioni centro-meridionali dell'Ecuador), Paraca e Nazca (400 a.C. – 800 d.C., Perù); Wari o Impero Huari (600 – 1200, nell Perù centro-settentrionale); l'Impero Chimu (1300 – 1470, sulla costa peruviana settentrionale); i regni Chachapoya e Aymaran (1000 – 1450, in Bolivia e nel Perù meridionale).
La civiltà Inca dominò la regione delle Ande dal 1438 al 1533.
Periodo coloniale
Dal secolo XVI fino agli inizi del secolo XIX la maggior parte dell'America Meridionale fu divisa in colonie governate maggiormente dalla Spagna e dal Portogallo. In seguito con l'indipendenza tali colonie si tramutarono in repubbliche, con l'eccezione della Guiana Francese e delle Isole Falkland (e le isole più prossime occupate dal Regno Unito), attualmente unici territori non indipendenti.
La prima regione invasa dagli spagnoli fu Macuro, sulla punta della penisola di Paria, nello stato di Sucre in Venezuela, a cui Cristoforo Colombo diede il nome di Tierra de Gracia. Il primo insediamento in questo continente fu a Cumaná (sempre nella costa del Venezuela), mentre la prima città fu Santa Marta in Colombia.
La decolonizzazione
Nel corso del 1808 le pressioni dell'imperatore francese Napoleone scatenarono una serie di eventi che peggiorato ulteriormente la già compromessa situazione spagnola. Carlo IV di Spagna abdicò al trono in favore del figlio Ferdinando VII, il 19 marzo 1808 dopo i moti di Aranjuez, e più tardi, il 5 maggio 1808 la Spagna Carlo IV e di suo figlio fu costretta a cedere il trono a Napoleone che designò suo fratello, Giovanni I, come il nuovo re di Spagna. Questo provocò una reazione popolare in Spagna che è conosciuta come la Guerra d'indipendenza spagnola che, tanto in Spagna che in Americhe, portò a costituire delle commissioni regionali che promossero la lotta contro gli invasori francesi al fine di riconsegnare al legittimo monarca il trono. Tuttavia, molte di queste commissioni vennero viste con sospetto dalle autorità spagnole, temendo che potessero essere filo-francesi. Di questo periodo furono importanti le azioni di Antonio Nariño a Bogotà (che aveva pubblicato la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino), il movimento di Juan Picornell, la congiura di Manuel Gual e José María España, e il fallimento militare della spedizione di Francisco de Mirando in Venezuela.
Guerre di Indipendenza
Il processo della Guerre d'Indipendenza Ispanoamericana iniziò con la Rivoluzione di La Paz nel 1809 nell'Alto Perù e culminò con l'occupazione della fortezza del Callao nel 1826.
Nel 1817 il generale José de San Martín attraversò le Ande per sconfiggere i realisti in Cile e successivamente si diresse a Lima, al fine di colpire il centro del potere spagnolo. La spedizione subì gravi perdite causa le situazioni estreme in cui si trovò ad operare: l'altezza media dei picchi montuosi collocati tra i 3.000 e i 4.800 metri, le malattie, la larghezza media delle strade (talvolta anche di soli 30 cm), la temperatura che scendeva tra i -15 e i -20 gradi durante la notte fece sì che dei 5.400 uomini che componevano l'esercito, ben 300 morirono lungo la strada. Arrivarono solo 5.000 muli dei 9.200 partiti, e 500 cavalli dei 1.500 iniziali. Allo stesso tempo San Martin dirigeva le 6 colonne che attraversarono le montagne in diversi punti, con l'obiettivo di confondere e di disperdere le forze realiste. Quando arrivò in Cile, l'esercito patriota sotto il comando dello stesso San Martín, trionfò nella battaglia di Chacabuco. Con questa battaglia si iniziò a scrivere la storia dell'emancipazione del Sudamerica. Tale azione verrà completata da parte delle azioni militari avviate dal liberatore Simón Bolívar nel nord del continente, che raggiunse una decisiva vittoria nella battaglia di Boyacá.

Il caso del Brasile
Un atto indispensabile per far emergere il Brasile come uno Stato nazionale fu la creazione, dopo le guerre napoleoniche, dalla capitale a Rio de Janeiro elevandolo così a status di regno del Brasile, un regno nel Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve (1807 – 1821). Al dissolversi pacificamente di questo regno fece seguito l'Impero del Brasile. L'indipendenza fu proclamata nel 1822 dal figlio del re del Portogallo. Don Pedro I del Brasile stabilì una monarchia costituzionale fino a quando fu proclamata la repubblica nel 1889.
Ventesimo secolo
Nel corso del ventesimo secolo nel Sudamerica si insediarono diverse dittature e salirono al potere molti uomini forti. Ma verso la fine del secolo la maggior parte del continente di fatto era retto da governi eletti democraticamente, anche se non in tutti i casi si vennero a stabilire istituzioni di carattere duraturo. Lo sviluppo economico di Argentina e Uruguay contribuirono all'inizio del ‘900 ad attrarre un gran numero di immigrati, soprattutto provenienti da Europa e Asia.
Solo in misura molto minore la nuova ondata migratoria interessò il resto del continente, mentre talune aree ne furono totalmente escluse. Il Canale di Panamá aperto nel 1914 ebbe un impatto economico-sociale notevole per il Sudamerica.
La Guerra del Chaco (1932 – 1935) combattuta tra la Bolivia e il Paraguay per il controllo del fiume Paraguay, si concluse con la vittoria di quest'ultimo. Fu una guerra tra due dei paesi che rimasero fra i più poveri del Sudamerica lungo tutto il ‘900.
Durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, il continente rimase al sicuro dall'ondata distruttiva che aveva colpito Europa, Asia e Africa, e di fatto comportò una nuova ondata migratoria di migliaia di profughi. Con la fine del conflitto, il 30 aprile 1948, si fonda l'Organizzazione degli Stati Americani a Bogotá. Il 9 aprile era stato assassinato il leader popolare Jorge Eliécer Gaitán sempre a Bogotá, che portò la Colombia ad un conflitto politico che durò il resto del secolo.
La guerra fredda ebbe conseguenze significative sul suolo americano. Nel primo semestre del 1960 la rivoluzione comunista a Cuba, guidata da Fidel Castro e Che Guevara diresse la politica del paese verso l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), divenendo un alleato incondizionato a scapito degli interessi geostrategici degli Stati Uniti. Si pose un ferreo blocco economico all'isola. Fra gli anni sessanta e settanta alcuni governi, in Argentina, Brasile, Cile, Uruguay, furono allontanati o rovesciati da una serie di dittature non allineate.
Con la fine della Guerra Fredda, e con la caduta del muro di Berlino, il continente ha visto affacciarsi il neoliberismo, un insieme di proposte politico-economica con l'accento sulla libera circolazione dei capitali e la privatizzazione delle imprese pubbliche. A questi processi contribuirono la Banca Mondiale, l'Organizzazione Mondiale del Commercio e il Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 10 Febbraio 2012 15:58 )

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